Parole, parole, parole…

30 03 2008

Oggi puntiamo al raddoppio e vi esporrò una delle qualità fondamentali per “sopravvivere”. Non prendetemi alla lettera, ma è uno di quei segni che mi portano a distinguere tra una persona “meritevole” e una “meno meritevole” (non so di preciso di che cosa, ma si possono fare delle distinzioni): l’ars oratoria. Saper parlare e comunicare non è solo un pregio, ma un mezzo, o peggio (oppure meglio?), un’arma. Una persona che sa parlare ha secondo me una marcia in più: è piacevole ascoltarla e sa convincerti con i suoi argomenti; è per questo che mi piace ascoltare, non solo chi sa parlare, ma anche chi “non” (anche se non esistono i non-parlanti) sfrutta questa qualità proprio per, in un certo senso, “apprezzare” ogni sfaccettatura di una persona..

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Le ombre della vita

30 03 2008

 

Le ombre… un fenomeno quantomai consueto cui siamo abituati da sempre. Fin da piccoli abbiamo imparato a distinguere gli oggetti dalle loro ombre e dai loro aloni, abbiamo imparato a giocarci facendo figure sempre diverse e abbiamo imparato anche a temerle. Una sagoma a forma di uomo in una stanza poco illuminata, le ombre proiettate dall’esterno sulla tenda delle nostre stanze e, infine, il buio; questa è forse l’ombra che fa più paura di tutte.

Appare ovvio, dunque, il passaggio dall’esempio pratico alla metafora: le ombre rappresentano i periodi bui della nostra vita, quei periodi dove tutti sembrano ostili nei tuoi confronti, dove non vuoi o non puoi vedere niente, dove vorresti essere da un’altra parte. Sarà saltato all’occhio a molti dei miei pochi lettori che mi aiuto spesso con delle poesie per esprimere il mio pensiero, ed è quello che adesso ho intenzione di fare: citerò alcuni passaggi di un poema di Samuel Taylor Coleridge, “The Rime Of The Ancient Mariner”.

Cominciamo da questa quartina…

“The many men, so beatiful!

And they all dead did lie:

And a thousand thousand slimy things

Lived on; and so did I.”

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La Terra Desolata

27 03 2008

 

Riporto di seguito la versione integrale in inglese del componimento di T. S. Elliot, uno tra i più famosi poeti del secolo che ci sta alle spalle. Di seguito potrete leggere un mio commento sulle ultime parti del poema e la versione integrale in italiano.

T.S. Eliot (1888–1965).  The Waste Land.  1922.

The Waste Land

Per leggere il poema in lingua originale e il mio commento, clicca sul link sottostante.

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Conversazioni tra aspiranti filosofi

26 03 2008

Tra una Ciclina-CDK e un Telomero cromosomico, ho dedicato qualche minuto ad un amico (che per il momento rimarrà anonimo) per parlare della vita e della felicità, ma soprattutto dell’infelicità (ahinoi, ci tocca!)…

Premessa: la frase cui si fa riferimento era un mio vecchio messaggio dove dicevo che io voglio assaporare tutto della vita: la rabbia, la tristezza, il tradimento, ma anche la gioia piena e l’ozio e in un certo senso (anche se non l’ho scritto) la conoscenza e la scoperta!

Beppo scrive:salute a voi    

        [anonimo per il momento]             scrive:oi

Beppo scrive:chiedo perdono per oggi ma la linea è andata un po’ a puttane   

         [anonimo per il momento]             scrive:oggi sei caduto sul più bello

Beppo scrive:ti ricordi cosa cosa avevi detto dopo?  

          [anonimo per il momento]             scrive:stavo dicendo che mi ero soffermato sulla tua prima frase

Beppo scrive:e da lì in poi non ho ricevuto altro   

         [anonimo per il momento]             scrive:ah ecco

Beppo scrive:dica pure 

           [anonimo per il momento]             scrive:volevo dire che una volta arrivato a quei punti… quelli negativi intendo qua io   

         [anonimo per il momento]             scrive:viene da chiederti (almeno così è successo a me) se forse non sarebbe stato meglio vivere nell’ingenuità in cui vivono molte persone   

         [anonimo per il momento]             scrive:un ingenuità che ti porta senza dubbio a soffrire di meno   

         [anonimo per il momento]             scrive:un ingenuità di chi si pone poche domande e vive più la vita   

         [anonimo per il momento]             scrive:che è quella di YYY o degli altri per esempio

Beppo scrive:vero, non soffri, ma sarai inesperto, secondo me. La vita non è una linea, sono punti, trattini, curve. Preferisco trovare una curva adesso che posso rimediare agli errori, piuttosto che domani, quando vivrò di meccanismi preorganizzati che non hanno mai curvato.  YYY e gli altri vivono in un microcosmo fatto dei loro amici e stop. Non penso che si siano nemmeno avvicinati a questi livelli di conversazione. Per questo loro non la vivono di più, ma la vivono e basta. E, francamnte non so se mi piacerebbe.

Beppo scrive:A questo punto, presa anche coscienza di ciò, non penso di riuscire a vivere come loro, anche se alcune volte ne sono attratto

Beppo scrive:e non lo nego

Come proseguirà la conversazione? Scoprilo cliccando sul link sottostante.

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Benvenuti

26 03 2008

Benvenuti nel mio nuovo blog. Francamente non so bene cosa farne, ma credo che nei mesi successivi condividerò con qualcuno di voi dei pensieri e delle riflessioni su una vita, che per quanto breve, non credo di aver vissuto al meglio. Credo infatti di essere stato alquanto… come dire… mediocre. Mi rendo conto di essermi mascherato (il riferimento a Pirandello non è affatto casuale) da quello che non sono. Non ho vissuto la mia vita al meglio, sia in campo sentimentale che professionale, avrei sempre potuto fare molto di più, ma quello che mancava era la volontà di fare. Ora, dopo una serie di delusioni che si sono riversate non solo su di me, ma anche su chi credeva in me (ed è questo il pensiero che mi assale ogni volta che ci penso e che mi da’ fastidio) mi trovo a fare e, in un certo senso, a condividere un bilancio di vita che è paurosamente in rosso e solo ora mi rendo conto di ciò. Ragion per cui è giunto il momento di rialzarmi, non sarà facile, ma se è vero che “volere è potere”, il primo passo che devo fare è volerlo! Ed io, quant’è vero che esisto, adesso, lo voglio!





Hello world!

26 03 2008

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