Oggi puntiamo al raddoppio e vi esporrò una delle qualità fondamentali per “sopravvivere”. Non prendetemi alla lettera, ma è uno di quei segni che mi portano a distinguere tra una persona “meritevole” e una “meno meritevole” (non so di preciso di che cosa, ma si possono fare delle distinzioni): l’ars oratoria. Saper parlare e comunicare non è solo un pregio, ma un mezzo, o peggio (oppure meglio?), un’arma. Una persona che sa parlare ha secondo me una marcia in più: è piacevole ascoltarla e sa convincerti con i suoi argomenti; è per questo che mi piace ascoltare, non solo chi sa parlare, ma anche chi “non” (anche se non esistono i non-parlanti) sfrutta questa qualità proprio per, in un certo senso, “apprezzare” ogni sfaccettatura di una persona..
Le ombre della vita
30 03 2008
Le ombre… un fenomeno quantomai consueto cui siamo abituati da sempre. Fin da piccoli abbiamo imparato a distinguere gli oggetti dalle loro ombre e dai loro aloni, abbiamo imparato a giocarci facendo figure sempre diverse e abbiamo imparato anche a temerle. Una sagoma a forma di uomo in una stanza poco illuminata, le ombre proiettate dall’esterno sulla tenda delle nostre stanze e, infine, il buio; questa è forse l’ombra che fa più paura di tutte.
Appare ovvio, dunque, il passaggio dall’esempio pratico alla metafora: le ombre rappresentano i periodi bui della nostra vita, quei periodi dove tutti sembrano ostili nei tuoi confronti, dove non vuoi o non puoi vedere niente, dove vorresti essere da un’altra parte. Sarà saltato all’occhio a molti dei miei pochi lettori che mi aiuto spesso con delle poesie per esprimere il mio pensiero, ed è quello che adesso ho intenzione di fare: citerò alcuni passaggi di un poema di Samuel Taylor Coleridge, “The Rime Of The Ancient Mariner”.
Cominciamo da questa quartina…
“The many men, so beatiful!
And they all dead did lie:
And a thousand thousand slimy things
Lived on; and so did I.”
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Categorie : Life
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